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La Rocca Albornoz

La Rocca Albornoz

Tipologia:
  • Storia e Archeologia
Indirizzo: Piazza Bernardino Campello, 1 - Spoleto
Telefono: 0743 224952

Descrizione

La Rocca Albornoziana è un’imponente fortezza che sorge sul Colle Sant’Elia, il punto più alto della città di Spoleto.

Edificata a partire dal 1359, fa parte del sistema di fortificazioni volute da Papa Innocenzo VI per ristabilire l’autorità del Pontefice nei territori dell'Italia centrale, in vista dell'ormai imminente ritorno della sede pontificia a Roma dopo i settanta anni circa di permanenza ad Avignone.

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Il Papa affidò l'incarico di coordinare la realizzazione del suo progetto al potente Cardinale spagnolo Egidio Albornoz - dal quale la fortezza prende il nome - che affidò a Matteo di Giovannello da Gubbio detto “il Gattapone” la direzione dei lavori, protrattasi fino al 1370 circa. 

Divenuta negli anni anche residenza dei governatori della città, la Rocca si arricchì di decorazioni ed affreschi, molti dei quali andarono perduti quando la struttura venne trasformata in carcere (1817), funzione che mantenne fino al 1982.

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Delimitata da un alto sistema di mura perimetrali alternate da sei torri squadrate, la Rocca Albornoz è il simbolo della città e si divide in due aree distinte:

- il Cortile d’onore, riservato agli amministratori e ai governatori, con il Museo nazionale del Ducato e uno spazio polivalente per mostre, concerti e convegni;

- il Cortile delle armi, originariamente sede della milizia armata, che comprende un teatro all’aperto.

Elemento di collegamento dei due cortili è un fornice decorato alla fine del ‘500 con affreschi raffiguranti sei città appartenenti allo Stato della Chiesa.

Il Salone d’Onore è l’ambiente più vasto della Rocca Albornoz, ed è destinato ad ospitare cerimonie e banchetti.

La testimonianza pittorica più importante è costituita dai due cicli di affreschi della prima metà del Quattrocento nella Camera Pinta, antico studio privato del pontefice o del suo vicario, situato nel piano nobile della Torre maestra. Metà della sala è dedicata a un Ciclo Cavalleresco riferibile a una bottega spoletina del 1420, la cui fonte letteraria non è stata ancora identificata con certezza. Nell'altra metà è affrescata una Allegoria della pesca, con altre allegorie, fra le quali una scena che sembra alludere al mito della Fontana di Giovinezza.

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