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Anfiteatro Romano

Anfiteatro Romano

Tipologia:
  • Storia e Archeologia
Indirizzo: Via dell'Anfiteatro - Spoleto
Telefono: 0743 223277

Descrizione

Situato nella omonima via, vicino a Piazza Garibaldi, l’Anfiteatro Romano era un grande spazio destinato ai giochi dei gladiatori. Costruito nei primi anni dell'Impero Romano, l’Anfiteatro conserva una cavea con un diametro di 70 metri, in parte poggiata su un ambulacro a pianta semicircolare, coperto da volta a botte, dal quale si poteva accedere tramite tre accessi ai posti a sedere. Dalle estremità della cavea si accedeva invece ai posti riservati ai magistrati e ai cittadini eminenti. L'orchestra conserva la pavimentazione in lastre di marmo colorato e sul proscenio sono visibili i fori per i pali del sipario. La facciata esterna era costituita da arcate inquadrate da semicolonne di ordine tuscanico. I resti dell’opera originale ancora visibili sono sufficienti a mostrare che intorno alla struttura correva un doppio ordine di arcate sovrapposte, forse con attico, e che la muratura a secco era probabilmente rivestita da un paramento in pietra.

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L’anfiteatro di Spoleto rappresenta un caso di continuità di vita di un edificio antico, documentato dalle varie modifiche apportate per adattarlo a nuove e diverse funzioni.

Nel De bello Gotico di Procopio viene ricordata la sua trasformazione in fortezza durante l’occupazione dei goti (545 d.C.), con la serie di tamponi murari delle arcate. Sopra la cavea, all’inizio del XII secolo fu eretta " forse sul luogo in cui Gregorio subì il martirio" la chiesa dedicata appunto a San Gregorio Minore. Verso la metà del Duecento, su parte dell’area dell’Anfiteatro fu costruito il Monastero di Santa Maria della Stella: le Monache Agostiniane vi accolsero per due secoli gli infanti abbandonati. Il corpo di fabbrica venne utilizzato da botteghe di commercianti (XIII secolo d.C.) e, infine, subì un progressivo smantellamento per l’edificazione della Rocca Albornoz, che reimpiegò gran parte dei materiali di rivestimento dell’arena.

Tutto l’edificio è in opus caementicium, cioè un nucleo formato da pietrisco frammisto a calce, e rivestito in opus vittata che consiste nella disposizione di blocchetti di calcare tagliati regolari e disposti su filari orizzontali, oggi visibile solo nel muro interno della galleria. Lo studio delle tecniche e delle fasi di lavorazione ha permesso di identificare l’opera come un progetto unitario, datato, grazie soprattutto all’impiego della opera vittata alla fine del I secolo d.C.

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Gran parte dell’anfiteatro, come le parti dell’ambulacro e uno degli accessi minori alle gradinate, è oggi inglobata nel settore urbano che costituisce un unico corpo edilizio appartenente alla caserma Severo Minervio.

Attualmente la struttura dell’Anfiteatro Romano ospita concerti, balletti e altre manifestazioni culturali.

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