http://www.bellaumbria.net/wp-content/themes/bellaumbria/overlay/home.jpg
Cerca Hotel e Agriturismo
1  Camera  2  Adulti  0  Bambini
OK
Anfiteatro Fausto

Anfiteatro Fausto

Tipologia:
  • Storia e Archeologia
Indirizzo: Via dell'Anfiteatro, Terni - Terni
Telefono: 0744423047
Fax: 0744427259
info@iat.terni.it  

Descrizione

Uno dei complessi più suggestivi della città di Terni è l'Anfiteatro Fausto, il principale reperto archeologico di età romana ancora visibile. 

A differenza degli altri anfiteatri presenti nella regione, solitamente costruiti al margine o addirittura fuori dalle mura, quello di Terni occupava anticamente un’area interna alle mura ma periferica rispetto all’abitato di Interamna Nahars, in prossimità della porta (scomparsa ma da ubicarsi all'altezza di Piazza Briccialdi) attraverso la quale la Flaminia, giungendo da Narni, entrava in città. 

>>Vuoi visitare l’Anfiteatro Fausto? Contatta ora i migliori agriturismi di Terni e scopri le offerte!

L’anfiteatro romano fu eretto probabilmente intorno ai primi decenni del I secolo d.C. per ordine di Fausto Liberale, come si evince dalle sue caratteristiche tecniche e stilistiche: il reticolato policromo delle mura, non presente prima dell'età augustea, e la cavea, non più scavata nel terreno, come nella seconda metà del I secolo a.C.

L'edificio è oggi noto con il nome di Anfiteatro Fausto per via del ritrovamento nei suoi pressi di un'iscrizione in marmo, che ricorda la dedica del 32 d.C. di un monumento in onore della Provvidenza dell'Imperatore Tiberio. Questa precisa anche la data di fondazione della città, il 672 a.C.. Autore della dedica è Fausto Titio Liberale, membro di un collegio che curava il culto imperiale. Attualmente, l'originale dell'iscrizione è esposto al Museo Civico Archeologico di Terni.

Nonostante la sovrapposizione di strutture di epoche successive, come la Chiesa del Carmine ed il Palazzo Vescovile, che si fondano sulle murature antiche, la caratteristica forma ellittica (asse maggiore m. 97,50, asse minore m. 73) è chiaramente visibile in tutto il suo perimetro.

Il materiale utilizzato è essenzialmente costituito dalla pietra sponga delle Marmore, una roccia sedimentaria locale molto diffusa nell'edilizia; la tecnica utilizzata è quella dell'opus vittatum (paramento di blocchetti di pietra disposti in filari orizzontali simili). Della struttura originaria sono ancora visibili parti di opus reticulatum in blocchetti bicolori, mentre non resta alcuna traccia delle gradinate della cavea e delle scale per accedere a questa e al piano superiore.

>> Ci sono offerte in scadenza! Clicca e consulta la lista dei migliori hotel nella zona di Terni!

Esaurita la sua funzione di edificio per spettacoli, con la decadenza dell'impero romano, e dopo un periodo di abbandono durante il quale le sue strutture dovettero essere oggetto di un sistematico intervento di spoliazione per il recupero di materiale da costruzione, il monumento, a partire dall'età medievale venne interessato da una consistente occupazione di tipo residenziale e religioso, ampiamente documentata da fonti documentarie e resti materiali.

Questo stratificarsi di trasformazioni edilizie, oltre a garantire almeno in parte la conservazione del monumento lo ha trasformato in un vero e proprio "archivio tridimensionale" delle vicende urbane, civili e religiose di un quartiere storicamente importante come il Duomo, all'interno del quale viene a trovarsi.

L'amministrazione comunale di Temi vista l'importanza del sito decise di acquisirne la proprietà alla metà degli anni settanta.

>>Se hai deciso di vedere Terni e di visitare l’Anfiteatro Fausto ti consigliamo di contattare ora gli agriturismi nelle sue vicinanze >> clicca questo link