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Campello - alto

Cosa Vedere A Campello Sul Clitunno In Un Giorno

Durante una visita a Spoleto e dintorni non può mancare una tappa nel borgo fortificato di Campello Sul Clitunno, che sorge a soli 10 km dalla città spoletina. Cosa vedere in questo luogo al di fuori dei circuiti turistici classici?

Benché molto piccolo, Campello è innanzitutto conosciuto per la particolarità del suo nucleo storico, ancora oggi completamente racchiuso da possenti mura, e soprattutto per l'area legata alle sue fonti.

Le Fonti del Clitunno sono celebri fin dall'antichità e furono di ispirazione per tanti poeti e scrittori che si trovarono a passare nello spoletino e a godere della bellezza del luogo, una vera oasi naturale. Adiacente alle Fonti, importantissimo è anche il Tempietto paleocristiano del Clitunno, inserito nella lista dei Beni Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO.

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Cosa vedere a Campello sul Clitunno in un giorno?

Dopo la panoramica iniziale, vediamo allora più nel dettaglio cosa visitare presso Campello nei dintorni di Spoleto.

 

 

Campello sul Clitunno, il borgo

Il borgo è composto da due nuclei: Campello Alto, borgo fortificato sviluppatosi attorno al Castello, e Campello Basso, dove si trova la chiesa della Madonna della Bianca.

Il Castello, costruito nel X-XI secolo dal barone di Borgogna Rovero di Champeaux, conserva ancora intatte le sue mura. Un’unica porta delimita l’accesso al borgo, dove si trova la chiesa di San Donato con un pregevole altare ligneo in stile barocco, il Palazzo Comunale e, nelle vicinanze, il complesso monastico dei Barnabiti, al cui interno conserva una Madonna dello Spagna ed un affresco giottesco, Crocefissione e Santi, del XV secolo.

La chiesa della Madonna della Bianca, eretta nel 1516 con autorizzazione ecclesiastica del vescovo di Spoleto Francesco Eroli, venne denominata inizialmente "Madonna del Soccorso", poi "Madonna della Misericordia" e infine "Madonna della Bianca", per distinguerla da "La Bruna" (presso Castel Ritaldi) e da "La Rossa" (Pietrarossa). L’edificio presenta una struttura a croce latina sormontata da una cupola, un magnifico portale in pietra e all’interno due affreschi dello Spagna. Restaurato nel 1797 su progetto del Valadier, vennero sovrapposti a elementi rinascimentali quelli del nascente gusto neoclassico.

 

La placida natura delle Fonti del Clitunno

Il vero gioiello di questo territorio è rappresentato dalle Fonti del Clitunno, ottima meta per una gita fuori porta e per chi cerca un po’ di ristoro dalla calura estiva.

Lo specchio d’acqua limpidissima, alimentato dalle sorgenti sotterranee, è circondato da una fitta vegetazione di salici piangenti e pioppi che conferiscono all’ambiente un’atmosfera suggestiva e romantica.

 

Arte & Storia al Tempietto del Clitunno

Poco distante dalle Fonti si trova la chiesa di San Salvatore meglio nota come il Tempietto del Clitunno, piccolo sacello a forma di tempio di origine paleocristiana, costituito da una celletta preceduta da un pronao classico.

Inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel circuito dei siti “I Longobardi in Italia”, il tempietto testimonia appunto la presenza della civiltà longobarda in Italia tra il 568 e il 774 d.C. ed è tra i più antichi esempi di arte sacra umbra.

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Gita a Campello: cosa Fare nel territorio

Cosa fare a Campello sul Clitunno? Anche questo antico borgo umbro fa parte dell’Associazione Città dell’Olio: ottimo motivo per approfittare di una visita ai frantoi sparsi nelle campagne circostanti e degustare ottime bruschette unite ai migliori prodotti tipici locali.

Interamente montano, il Comune di Campello, funge da collegamento tra la Valle Spoletina e la Valnerina. In questo territorio avrete l’occasione di ammirare alte cime, verdi valli, stupendi boschi di lecci e faggete e piccoli paesi di pietra arroccati, come Acera, Agliano, Pettino, dove è presente un rifugio montano che supporta le escursioni a piedi nel vicino Monte Serano.

Nei dintorni merita di poi essere visitato il castello di Pissignano, una delle frazioni di Campello. Sorto su un pendio intorno al nono secolo, presenta un tipico impianto triangolare e conserva ancora intatto il perimetro delle sue mura intercalato da possenti torri poligonali e da due torri-porta. La torre pentagonale intermedia, nata inizialmente con funzioni difensive, venne poi utilizzata come campanile della chiesa di San Benedetto, parte integrante del complesso architettonico appartenuto alla comunità dei benedettini. Al suo interno sono visibili pitture e affreschi di varie epoche.

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Cosa Mangiare a Campello

Passeggiare all’aria aperta, praticare sport, assistere a tutti i processi di lavorazione necessari alla produzione del prezioso olio extravergine d’oliva, girovagare tra i vicoli dei borghi storici... potrebbe avervi fatto venire un certo languorino!

Cosa mangiare allora a Campello, secondo la tradizione gastronomica locale? Negli antipasti non può mancare il tris di bruschette: quella classica all’olio EVO, quella al patè di olive nere o verdi e quella al tartufo. Per gli amanti della cucina ittica, assolutamente da provare i gamberi di fiume e la trota alla brace con salsa tartufata, delle vere delizie per il palato che costituiscono alcuni tra i piatti più tipici dei ristoranti locali.

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