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Giove

Giove

PROVINCIA: Terni
PREFISSO: 0744 CAP: 05024
SUPERFICIE: 15kmq
ABITANTI: giovesi
GIORNO DI FESTA: 24 giugno
PATRONO: San Giovanni Battista

La toponomastica del paese di Giove non risale ad un presunto tempio o culto del dio Giove (nessun tempio vi è mai stato trovato benché il culto della divinità fosse diffusissimo in tutto il Lazio) bensì al vocabolo latino "jugum", "vetta" entro due valli, che corrisponde perfettamente alla situazione geografica del paese.

A sostegno di ciò, nelle carte del Medioevo, viene chiamata Juvo o Jugo: si veda ad es. un documento del 8 Aug 1191 citato da Luciano Canonici nel suo libro "Alviano / Una rocca - una famiglia - un popolo" (Edizioni Porziuncola). L'etimologia che vorrebbe il nome attuale derivare da un presunto Jovis (Giove) è invece da far risalire prettamente ad una semplice tradizione popolare. 

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In epoca romana il centro acquisisce grande importanza grazie al porto fluviale di San Valentino, sul fiume Tevere e difatti sono frequenti i reperti archeologici di epoca romana, da monete a tombe e resti di ville romane. Come gli altri feudi vicini, Giove fu conteso tra le nobili famiglie del posto e il papato, fino ad epoca signorile, quando il papa dona Giove alla famiglia degli Anguillara. Nel 1465 la famigli Amerini occupa il castello, consegnandolo a Paolo II Farnese. 
Alla signoria dei Farnese subentra, nel XVI secolo, quella dei Mattei che fanno erigere una parte dell'imponente palazzo a pianta quadrata. Circa le bellezze del paese, la pi nota ed interessante, è sicuramente il Palazzo Ducale unico per la rampa interna percorribile con le carrozze fino al piano nobile. L'inizio della costruzione è dovuto alla volontà del Duca Ciriaco Mattei nel XVI sec. di recuperare a residenza privata di rappresentanza un antico fortilizio.

Gli interni sono arricchiti dagli interventi pittorici con soggetto mitologico e biblico fatti risalire rispettivamente ad artisti quali il Domenichino, l'Alfani e Paolo Veronesi. Da vedere è anche la Chiesa Parrocchiale, di epoca barocca, la cui facciata è inquadrata da due campanili simmetrici. Il centro storico è un classico esempio di impianto medioevale: una fitta serie di vicoli si intreccia all'interno del perimetro delimitato dalle mura medievali e caratterizzato dal sovrapporsi di archi, scale e contrafforti. Sulla porta di ingresso del borgo è posto il monogramma di San Bernardino, che durante la sua opera di apostolato evangelizzò queste terre nei primi anni del XV secolo.

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