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Festival dei 2 Mondi, Spoleto Festival

Il Festival dei Due Mondi di Spoleto (Perugia), chiamato anche lo Spoleto Festival o Spoleto Festival dei 2 Mondi, è uno dei più longevi ed importanti festival dell'Umbria, nonché un evento di risonanza mondiale e per molto tempo unico nel suo genere in Italia.

Lo Spoleto Festival nacque nel 1958 su impulso del maestro compositore Gian Carlo Menotti e della sua visione: unire due culture e due mondi artistici molto diversi, quello europeo e quello americano (da qui il nome), all'insegna dell'arte in ogni sua forma ed espressione. Ed allestire una manifestazione che fosse il più internazionale possibile.

Vivere e coniugare l’arte in tutte le sue manifestazioni, dunque, classiche ed innovative, tutte in una stessa località.

 

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Il Festival dei Due Mondi è stato e continua ad essere uno degli appuntamenti culturali più importanti ed innovativi a livello mondiale. Più celebre all'estero che in patria, non ha rivali nemmeno in Europa che possano condividerne il percorso e la qualità degli eventi che hanno descritto i suoi tanti anni di vita.

Per coglierne lo spessore basta pensare ai tantissimi grandi nomi che nel tempo hanno onorato con i loro interventi la lunga storia del Festival.

Davvero imponente la qualità degli artisti che presero parte alle prime edizioni: artisti del calibro di Luchino Visconti, Romolo Valli, Thomas Shippers, Sviatoslav Richter, Zubin Mehta, Lila De Nobili, Roberto Rossellini, Franco Zeffirelli, Pier Luigi Pizzi, Margot Fonteyn, Rudolph Nureyev, Alberto Testa, Jerome Robbins, John Butler, Paul Taylor, Carla Fracci, Pietro Tosi, Paolo Stoppa, Renato Guttuso, Henry Moore, Bucknunster Fuller, Alessandro Fersen.

Sono gli anni più fecondi e di massima espressione artistica, che gettano le basi per il futuro successo per la Manifestazione.

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Menotti propone un programma poliedrico con la riproposizione di Melodrammi dimenticati come ”Lo Frate Innamurato” di Pergolesi, “Il Maestro di Cappella di Cimarosa”, e spettacoli sperimentali e di grande impatto come “The Scarf” di Hoiby, “Il Gioco del Barone” di Bucchi, esperienze atonali come “Wozzeck” di A.Berg. Inoltre, prime mondiali, rarità e tanto altro, fino alla poesia… con allestimenti anche tradizionali, tra il sacro ed il profano.

Nel 1968, poi, con il passaggio della direzione artistica al critico Bongianchino, il festival si apre maggiormente alle novità e alla sperimentazione. Nel 1968 è anche l’anno in cui Horovitz presenta uno spettacolo con un giovane Al Pacino.  

Data la lunga storia, è arduo decidere quali eventi considerare innovativi e quali no, poiché tutte le edizioni hanno richiamato l'attenzione dei media. Ad ogni modo, il primo evento di rilievo che poi ha di fatto lanciato un nuovo modo di fare "esposizione" fu la mostra "Sculture nella Città" in programma nell'edizione del 1962 e curata da Giovanni Carandente: i maggiori scultori del mondo furono invitati a Spoleto ad esporre le proprie opere non in interni, bensì nelle vie e nelle piazze della città, dando vita di fatto ad un vero e proprio museo di arte contemporanea a cielo aperto, allestito in un ambiente ricco di storia.

Al termine della rassegna, alcune opere furono donate alla città rimanendo nelle loro collocazioni originarie dove ancora oggi sono. Su tutte, svetta il Teodelapio di Alexander Calder (antistante la stazione ferroviaria), che viene a ragione considerata la prima scultura monumentale del mondo.

 

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Nei 17 giorni del Festival, che inizia abitualmente a partire dall'ultimo venerdì di Giugno, si alternano balletto, opera lirica, pittura, conferenze, concerti, teatro, convegni, musica sacra, letture, spettacoli di marionette ed arte contemporanea. La “dualità” è stata sempre presente anche nel cartellone: accanto a spettacoli d'avanguardia esclusivi, inusuali ed originali vanno in scena opere e lavori rispettosi della tradizione classica.

Al Festival dei 2 Mondi, tra il Teatro Nuovo, il Teatro Caio Melisso, il Teatro Romano, il Teatrino delle sei, il Complesso monumentale del San Nicolò, il Cortile della Rocca albornoziana, la chiesa di San Eufemia, l'auditorium della Stella e Piazza del Duomo (sede anche del tradizionale Concerto conclusivo), sono passati alcuni dei più grandi artisti del '900 come Rudolf Nurejev, Carla Fracci, Luciano Pavarotti e Ken Russell.

Da notare anche come lo Spoleto Festival abbia ispirato due eventi similari oltreconfine: lo Spoleto Festival Usa di Charleston, Carolina del Sud (e gemellata con Spoleto, ndr) fondato nel 1977 e diretto per 17 anni proprio da Gian Carlo Menotti. Inoltre, il Melbourne International Arts Festival, manifestazione australiana fondata nel 1986 e diretta per 3 anni sempre dal maestro, dove amministrazione e cartelloni sono però totalmente differenti ed indipendenti.

 

 

In attesa del programma definitivo della prossima edizione!