L'ipogeo dei Volumni e di San Manno

- presso la necropoli del Palazzone a Perugia

Ipogeo dei Volumni

Necropoli del Palazzone

Ipogeo dei Volumni

Fra le 38 tombe di epoca etrusca scavate nella roccia che compongono la necropoli del Palazzone la più celebre è l'ipogeo dei Volumni scoperta nel 1840 alla periferia di Porta San Giovanni.

Si tratta di una serie di ambienti sotterranei con soffitti decorati riproducenti nell'insieme la forma di una casa romana a cui si accede da una ripida scala: il "dromos".
Sullo stipite destro della porta di entrata si trova l'iscrizione etrusca dedicatoria in tre righe verticali, che permette di far risalire la proprietà della tomba alla famiglia dei Volumni (Velimna). Sul grande atrio con tetto a spiovente e al cui vertice fu posta la figura di un genietto fittile, si aprono tre piccole celle su ogni lato, i "cubicula", ed una cella nel fondo, il "tablinium".
Non è certa la datazione di questo tumulo ma approssimativamente si può collocare intorno al II secolo avanti Cristo. Nel "tablinum" sono disposte le urne cinerarie, una in marmo e cinque in travertino. L'urna più importante è quella d'Aurente Volumnio, capo famiglia e magistrato, ritratto disteso sul letto funebre nell'atto di presentare offerte agli dei. In basso sono scolpite due Lase, divinità infernali alate poste a guardia delle porte dell'Ade.
Annessa all'ipogeo c'è un'importante raccolta di piccole urne, proveniente dalla vicina Necropoli del Palazzone ed un piccolo museo, con oggetti ritrovati all'interno della tomba.
Apertura: Ogni giorno dalle 9.00 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19,00

Ipogeo di San Manno
A tre chilometri circa dalla stazione di Fontivegge, poco lontano dalla via Cortonese, si trova l'ipogeo di San Manno. Esso è costituito da un ambiente abbastanza grande a volta in blocchi di travertino, secondo uno stile architettonico che anticipa le strutture romane del II / I secolo. Sulle pareti vi è un'iscrizione su tre linee, in lingua etrusca fra le più lunghe di quelle conosciute. Al di sopra dell'Ipogeo del III secolo avanti Cristo, è la chiesa restaurata nel XVI secolo, con all'interno ciò che resta di affreschi del XIII secolo e un'opera (affresco) di Scilla Peccenini del 1585.

Bella Umbria ringrazia il Sig. Massimo Eugenio Micanti, del Centro Restauro Terni, per la collaborazione nella realizzazione di questo articolo.



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