Itinerari ad Alviano
- itinerari turistici ad Alviano e percorsi suggeriti
Itinerari ad Alviano
Itinerari turistici e percorsi suggeriti
Il percorso fatto dal fiume Tevere.
Si percorre la val Tiberina lungo la statale 205 e da Amelia si arriva fino a Lugnano in Teverina, borgo medioevale di starordinaria bellezza, noto soprattutto per la sua cattedrale romanica.
Si continua a seguire il Tevere lungo la strada statale fino ad Alviano dove si coglierà l'occasione per visitare l'Oasi Naturalistica, immegendosi in un'atmsfera di calma surreale. Passato Giove, si continua fino a Penna in Teverina, altro borgo di grande interesse, per poi rivenire ad Amelia.
Le Vie Francescane
I Giorno: Arrivo a Terni e visita della città; Piazza Tacito, la chiesa di San Cristoforo (XIII Sec.), la chiesa di San Francesco (Xlll sec.) e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Nel pomeriggio a Narni, visita del Sacro Speco di San Francesco, della chiesa di San Girolamo e della chiesa di San Francesco; proseguimento per la visita a Calvi dell'Umbria della chiesa di San Francesco.
II Giorno: Partenza per Amelia località Montenero e visita del convento della Santissima Annunziata; si prosegue per Amelia - piazza della Repubblica e visita della chiesa di San Francesco. Nel pomeriggio visita ad Alviano del Castello Doria-Pamphili, della cappella delle Rondini e della chiesa di San Francesco.
III Giorno: Partenza per Acquasparta e visita della chiesa di San Francesco; si prosegue per Sangemini e visita della chiesa di San Francesco. Nel pomeriggio escursione a piedi sulle pendici del monte di Sant'Erasmo a Cesi e visita della "Romita" e visita della chiesa di Colle dell'oro.
IV Giorno: Partenza per Stroncone e visita del Convento del Beato Antonio Vici; si prosegue a piedi per Greccio e visita del Convento di San Francesco. Nel pomeriggio visita del convento "la Foresta"" di Rieti.
Da Orvieto a Todi – Il Passaggio Francescano nelle Oasi Naturalistiche
Orvieto è l’ennesima testimonianza del fatto che l’Umbria possa essere considerata a tutti gli effetti un “museo diffuso”. La meraviglia del suo Duomo, uno tra i capolavori assoluti dell’architettura romanico-gotica, s’inserisce in un ambiente di grande interesse paesaggistico, certamente uno dei più incontaminati e ricchi di belvedere della regione, complice anche il meraviglioso colpo d’occhio offerto dalle sponde del Lago di Corbara e dall’Oasi di Alviano, due bacini idrici artificiali che insieme al Tevere contribuiscono a qualificare il territorio. Concludiamo l’itinerario attraversando la comunità montana del Monte Peglia e Selva di Meana, al cui interno si trovano siti naturalistici di grande attrattiva e deliziosi borghi medievali come Montecastello di Vibio.
Lo splendore millenario di Orvieto. Sin dalla Protostoria popolazioni primitive scelsero la rupe orvietana per la posizione naturalmente protetta e, di conseguenza, sicura. Fu tuttavia per merito degli Etruschi, di cui si conservano numerose necropoli, tra cui quella del Crocifisso, che avvenne la colonizzazione definitiva della zona. Nel 264 a.C. le truppe romane espugnarono la città e, durante il periodo altomedievale, Orvieto subì terribili invasioni barbariche; in seguito divenne libero Comune. Va inoltre ricordata la stagione che vide la città al centro della lotta contro le eresie, nei secoli XII e XIII; essa è considerata, insieme a Viterbo, l’ultimo baluardo dell’ortodossia cattolica prima che l’onda ereticale giungesse a Roma.+
Orvieto e Luca Signorelli. La fondazione della cattedrale di Orvieto risale al 1290, anche se dobbiamo notare come il progetto iniziale abbia subìto varie modifiche per l’avvicendarsi degli architetti e dei diversi artisti nel corso dei secoli. Arnolfo di Cambio, per primo,ottenne la conduzione del cantiere ma dopo alcuni anni l’onere, e onore, passò a Lorenzo Maitani; proprio al senese oggi si attribuisce la paternità del tempio e dei rilievi delle Storie della Genesi e del Giudizio Finale scolpiti in facciata. Lungi dall’esser compiuto alla morte del Maitaniil Duomo subì notevoli modifiche, soprattutto nella zona absidale e, nel corso dei secoli, ha ospitato considerevoli opere dei più noti maestri dell’arte.+
Il Lago di Corbara, il Lago di Alviano e il Miracolo Francescano. In poco meno di mezz’ora, lasciandoci alle spalle Orvieto, raggiungiamo il Lago di Corbara (Orvieto Scalo, SS 71, SS 79 bis, località Sette Martiri), un bacino artificiale con una superficie di dieci chilometri creato lungo il Tevere tra il 1959 e il 1962 grazie a una diga per lo sfruttamento dell’energia idroelettrica. Corbara è un territorio d’eccellenza sotto il profilo eno-gastronomico: la zona che circonda il bacino idrico è abbondante di vigneti che danno vita alla doc “Lago di Corbara”. Civitella del Lago è il borgo che sovrasta l’invaso di Corbara e il belvedere sullo specchio d’acqua offre uno dei panorami più belli dell’Umbria tutta: tipica del luogo è l’Ovo Pinto, una manifestazione basata sulla decorazione delle uova, pratica che trova le sue origini nel tradizionale rito dello scambio di uova durante il periodo pasquale. Un museo civico raccoglie e conserva migliaia di uova, di tutte le specie animali, dipinte o scolpite da artisti professionisti o da semplici amatori.+
Il Sentiero di San Francesco tra le acque di Corbara e Alviano. Attorno al Lago di Alviano la storiografia francescana ha raccolto innumerevoli testimonianze di notevole attrattiva: miracoli, eremi e conventi raccontano il suo passaggio e la sua predica. Iniziamo il nostro percorso dal Convento di Pantanelli, a sud del lago di Corbara,uno dei centri di più grande pregnanza spirituale dell’Umbria perché vissuto da San Francesco e da Fra’ Jacopone da Todi: San Francesco partecipò alla sua costruzione, nel 1216, e Jacopone (che si era fatto francescano nel 1278) prese ispirazione da questo luogo di preghiera per comporre molte delle sue laudi, tra cui la Stabat Mater. Nella grotta di roccia arenaria è ancora visibile il giaciglio adoperato dal santo di Assisi così come, poco distante, si trova l’elce da lui piantato e uno scoglio del fiume Tevere dove la leggenda vuole che si sia materializzato il miracolo del dialogo con i pesci.+
Montecastello di Vibio e la Campagna Tuderte. Un’ora di macchina circa ci divide dal suggestivo borgo di Montecastello di Vibio (SS 205 verso Guardea, Casaline, Montecchio, Case Nuove, SS 448, Pontecuti, Torrerosa, Canonica) in un percorso stradale che offre innumerevoli scorci panoramici e che per lunghi tratti sfiora alcuni degli orizzonti più belli della regione: è l’occasione per guardare, sotto un’altra angolatura, i due bacini d’acqua di Alviano (dall’alto del dorso collinare di Guardea) e di Corbara, uno specchio d’acqua che possiamo ammirare nel suo punto di osservazione più affascinante, quello annunciato a nord dalle Gole del Forello: uno scenario naturale d’impareggiabile bellezza che merita di essere apprezzato con calma in ogni sua parte.+
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